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Scopri Peschiera e i suoi dintorni

PESCHIERA DEL GARDA

Scopri Peschiera del Garda e le sue attrazioni sul sito ufficiale https://www.comunepeschieradelgarda.com/

 

MONZAMBANO

Monzambano, con un’estensione di circa 30 kmq ed una popolazione di circa 4.800 abitanti, si trova nel cuore delle Colline Moreniche del Garda. Insieme a Ponti sul Mincio, costituisce l’estrema punta settentrionale della provincia di Mantova. Castellaro Lagusello fa parte della municipalità di Monzambano solo dal 1806, prima era un’entità distinta, con storia parzialmente diversa. 

 

Il nome stesso del paese rivela le sue caratteristiche morfologiche e la sua conformazione; sebbene ci siano più ipotesi, le più accreditate farebbero derivare il nome da “Mons Ambus” (ovvero: due monti) oppure dal celtico “Mons Zambana” (cioè, monte della curva, curva che si riferirebbe probabilmente all’avvallamento tra le due colline su cui si trova il Castello).

Il castello è la parte più antica di Monzambano. Come anticipato, esse segue l’andamento del crinale delle due colline su cui Monzambano è adagiata. La sua costruzione, voluta dagli Scaligeri come struttura difensiva di confine, risale alla metà del Duecento e rientra in un piano più ampio che include anche i castelli di Ponti sul Mincio e Castellaro Lagusello, fortezze che dovevano collegare Peschiera del Garda a Borghetto, per realizzare una vera e propria linea di confine. Il “castrum” ha tutte le caratteristiche di una struttura militare scaligera: torri scudate, fossato difensivo (in questo caso, data la posizione, non poteva essere pieno d’acqua), ponte levatoio (con due entrate: carraia e pedonale), due portoni più una ghiera di difesa all’ingresso, mura imponenti con camminamento di ronda che percorre tutto il perimetro.

La parte più interessante della visita è sicuramente la torre campanaria: da sopra si può godere di un bellissimo panorama che include il Castello di Ponti sul Mincio, quello di Valeggio (si comprende bene come si trovino su una linea), la Chiesa di S. Michele Arcangelo ed il fiume Mincio. Scendendo dal Castello, si attraversa Piazza Vittorio Emanuele III e via Umberto I, si arriva alla Piazzetta delle Arti e Mestieri, percorrendo vicolo Balilla, lungo il quale si possono notare elementi e materiali tipici delle Ville Venete, inglobati all’interno delle attuali abitazioni. Attraverso la Piazzetta, attuale elegante “salotto” del paese, si giunge ad un giardino a terrazze che offre una splendida visuale sul Mincio. Il fiume è stato storicamente un elemento fondamentale per il paese. Fino al 1800, quando viene costruito il primo ponte che lo attraversa all’altezza di Monzambano, il fiume può essere attraversato solo in barca.

CASTELLARO LAGUSELLO

 

Il nome di questo borgo fortificato include i due elementi che lo contraddistinguono: il castello (detto al tempo “Castlèr”) ed il “lagusello”, ovvero il laghetto a forma di cuore per cui Castellaro è famoso. La storia di Castellaro si perde nel tempo ed è, fin dall’inizio, legata alla presenza del lago, che è infatti di origine glaciale, e dunque sempre esistito. Grazie alla sua presenza, fin dall’età del Bronzo l’uomo ha insediato questo territorio, ora dominato dalla rocca del XII secolo. Tracce di un importante sito palafitticolo sono state ritrovate vicino al laghetto nel Fondo Tacoli, da qualche anno patrimonio Unesco come parte dei “Siti Palafitticoli preistorici dell’Arco Alpino”. Successivamente, importante fu la presenza dei Romani; tra le ville più importanti, quella della “Batuda”, che ha restituito un mosaico dallo schema geometrico raro. La zona retrostante il laghetto, invece è classificata come Riserva Naturale del parco del Mincio: questa zona preserva numerose specie sia animali che vegetali. 

 

Il Castello all’interno del Borgo invece risale al 1100- 1200, ed era difeso da mura merlate e da 10 torri (di cui ne sono rimaste 4). Oltre alla cinta muraria, rimangono di quell’antico castello, quattro torri, alcuni tratti del camminamento di ronda e due case di periodo medievale, nella zona sud del borgo. L’ingresso al borgo è affiancato da una torre che è stata innalzata nel 1600 per trasformarla in torre campanaria. Dalla torre si ha, a nord, una panoramica delle Colline Moreniche, del Garda (si possono vedere anche la torre di Solferino e di S. martino, luoghi delle battaglie risorgimentali); a sud, si gode invece di una bella visuale sul laghetto a forma di cuore e su tutto il borgo, fino alla villa padronale. Percorrendo il borgo, ancora racchiuso tra le mura, si arriva a Piazza Castello. Sulla destra, Villa Arrighi-Tacoli (i marchesi Tacoli di Modena, con cui gli Arrighi si imparentarono, sono gli attuali proprietari). Sulla destra, l’oratorio di San Giuseppe, chiesa privata della famiglia, risalente al 1727. La parte nobile della villa rimane all’interno della corte privata, si affaccia dunque sul magnifico giardino all’inglese che si può intravedere oltre la cancellata.

La Villa, la cui facciata attuale, in stile veneziano, è frutto di un restauro e rifacimento del 1800, sorge sulle fondazioni dell’antico mastio. In questa villa alloggiò due volte nel 1796 Napoleone Bonaparte e nel 1859, all’indomani della famosa battaglia di Solferino, il generale Mac-Mahon, comandante dell’armata francese, nonché Napoleone III. In fondo alla piazza si trovano le uniche due case del borgo rimaste intatte dal Medioevo; di particolare interesse La Casa dell’Ortolano: anticamente si trattava di due corpi di fabbrica poi uniti; nella parete laterale è inglobato lo stipite di una porta, quasi all’attuale livello del suolo, a testimoniare quanto più basso fosse il livello anticamente. Di fronte sorge la Casa del pescatore, storicamente ed attualmente residenza del custode del lago, che era anche l’unico che, per decreto dei conti aveva (ed ha) diritto di pesca esclusivo nel lago.

PESCHIERA

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