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Martina Fogagnolo, Marketing Manager Italy Brooks

Come il brand si pone di fronte alla sfida del periodo che verrà?

L’Italia è stato il primo Paese ad essere impattato da questa situazione e fin da subito abbiamo reagito e cercato di mettere in piedi soluzioni e misure che andassero, in primis, a salvaguarda la salute dei dipendenti, collaboratori e tutti i partner.

Abbiamo cercato di tenere un dialogo sempre aperto con i nostri partner commerciali, condividendone le strategie, adattando le consegne delle prossime stagioni, nonché offrire tutto il nostro supporto.

Sicuramente sarà un anno particolare ma siamo fiduciosi che il mercato del running non si fermerà. Ci stiamo preparando per rispondere alle esigenze di tutti i runner, da quelli più esperti ai neofiti che hanno iniziato ad approcciarsi alla corsa proprio in questo periodo.

Nei prossimi mesi non mancheranno nuove esperienze per far vivere la corsa secondo la nostra filosofia “run happy”.

Lo dimostra il programma #RunHappyAtHome che abbiamo attivato in queste settimane. Si tratta di una vera e propria community, che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 runners di tutta Italia, che ogni giorno hanno condiviso messaggi positivi, momenti di attività e pensieri sui propri canali social.

Challenge indoor, consigli tecnici, dirette Instagram con esperti di settore, corse e staffette rigorosamente a casa, hanno fatto da cornice al movimento. E’ stata sorprendente la risposta ricevuta, con oltre 3.000 richieste di medaglie virtuali a celebrare gli sforzi fatti. Una volta che poi i negozi saranno aperti, tutti i partecipanti potranno andare a ritirare un simpatico regalo run happy.

Diciamo che ci stiamo preparando per rispondere alle richieste di tutti i players del settore e siamo fiduciosi in una rapida ripresa. Il mercato sta rispondendo bene e tutti abbiamo voglia di ritornare a correre felici.

 

Come pensate cambierà il modo di vivere il running ? 

Sicuramente dopo questo “periodo di pausa” tutte le nostre abitudini, l’approccio e modo di pensare cambieranno, soprattutto nel primo periodo.

Già durante il lockdown tutti quanti abbiamo visto un cambiamento nel modo di percepire e vivere il running. All’inizio della quarantena, quando ancora era ammessa la corsa individuale all’aria aperta, abbiamo visto una crescita del numero di corridori e quando poi, non era più possibile, in tantissimi hanno intrapreso imprese di corsa tra le mura domestiche; chi ha corso una maratona in terrazzo, chi un’ultramaratona, chi ha fatto un triathlon in giardino etc.

Con questa riapertura, seppur parziale, andremo ad apprezzare di più lo sport all’aria aperta, sentiremo il bisogno di svolgere attività motorie per sentirci meglio fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Anche il running stesso sarà concepito non solo come allenamento per raggiungere obiettivi, ma anche e soprattutto per sentirsi meglio e in forma.

 

Come si organizzeranno le Running Community?

Mai come in questo momento le Running Community hanno un compito importante. In questo periodo di isolamento tutti noi abbiamo sentito l’esigenza di sentirci parte di un gruppo, anche solo per condividere allenamenti virtuali, consigli di corsa, informazioni sul running in generale. Anche da un punto di vista sociale, sapere di appartenere a un gruppo dà coraggio, trasmette positività e incoraggiamento. L’ha dimostrato la nostra community #RunHappyAtHome che tramite la condivisione di allenamenti, esercizi, informazioni ha tenuto unite più di 2.000 persone di tutta Italia. Le Runnnig Community rivestono un ruolo chiave per quanto riguarda l’aggregazione e la condivisione, anche quando questa aggregazione sia virtuale e non fisica.

 

Quali politiche governative credete sarebbero opportune per il settore? 

E’ un tema un po’ delicato; difficile poter dare una risposta certa. A oggi la preoccupazione maggiore è salvaguardare la salute ed evitare qualsiasi situazione che possa in quale modo mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini.  Soprattutto in questa prima fase sono necessarie misure chiare e precise: cosa è possibile fare, come assicurare le distanze, come portare le persone ad essere accorte e responsabili anche durante l’attività motoria.

E’ anche vero che le persone hanno voglia di tornare alla normalità, ma non va abbassata la guardia.

 

Cosa potrebbero fare per voi gli organizzatori di eventi?

Dopo questa situazione la partecipazione agli eventi sarà diversa, soprattutto in una prima fase. La pianificazione con largo anticipo sarà fondamentale per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti e del personale che ci lavora. Dall’evento più piccolo a quello più partecipato, dovranno essere tutti ben regolamentati per garantire la sicurezza, il distanziamento e tutti i controlli per evitare gli assembramenti. Probabilmente un’implementazione di soluzioni digitali e tecnologiche sarà propedeutica a monitorare gli afflussi e velocizzare alcuni passaggi dell’evento.

 

Le nuove misure di controllo del personale e della filiera faranno aumentare i costi dei prodotti?

Sicuramente verranno adottate misure di controllo sulla supply chain e sul personale impiegato per garantire alti standard di sicurezza di tutto il personale negli ambienti di lavoro e prodotti top di gamma. Ma questo non andrà a intaccare il prezzo dei prodotti che rimarranno stabili.

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