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Benedetto Sironi, Direttore di Running Magazine

#RIPARTIREINSIEME con lo sport

Con le sue testate il gruppo Sport Press da molti anni è la voce del mercato e Running Magazine è il punto di riferimento per la community della corsa e non solo. Abbiamo chiesto al team di Running Magazine la sua visione sul momento attuale e futuro del nostro sport. A risponderci è il direttore editoriale Benedetto Sironi.

 

Come si pone Running Magazine di fronte alla sfida del periodo che verrà? Avete già un piano?

Running Magazine, insieme a tutte le altre testate del gruppo Sport Press, ha elaborato fin da subito una precisa strategia per gestire in modo efficace la prima fase dell’emergenza, oltre che per essere pronto a quelle successive. Siamo sempre stati pienamente operativi e anzi abbiamo intensificato gli sforzi di tutto il nostro team (che lavora in smart working) per monitore al meglio la situazione, realizzando vari contenuti utili e di servizio per tutti gli operatori e non solo. Stiamo approfondendo quotidianamente le notizie tramite tutti i nostri canali, realizzando dei veri e propri speciali sul nostro sito www.runningmag.sport-press.it e sulle relative newsletter, con un filo diretto quotidiano e numerosi contenuti esclusivi. L’aumento del traffico esponenziale sul web e social ci sta confermando che l’iniziativa è stata molto seguita. La nostra anima trade ci consente di arrivare direttamente ai nostri interlocutori, supportando il più possibile anche le aziende e il mondo della distribuzione in questo momento molto complicato. Abbiamo lanciato la campagna #ripartireinsieme che mira a coinvolgere tutto il settore. Abbiamo inoltre rafforzato anche i contenuti rivolti al pubblico finale, raggiungendo un numero crescente di persone. Tra le attività più apprezzate, i tre workout settimanali gestiti da trainer, atleti e ambassador sul nostro canale Instagram, così come la rubrica “Caffè active”, con interviste a numerosi personaggi del panorama sportivo sul nostro canale outdoor (tra questi anche molti skyrunner). Iniziative e contenuti che continueremo a proporre e arricchire anche in futuro.

 

Come pensi cambierà il modo di vivere lo sport?

Paradossalmente mi aspetto che questa situazione d’interruzione delle attività sportive senza precedenti possa portare a un effetto rimbalzo, che potrebbe produrre anche una forte crescita di nuovi praticanti e appassionati. Nonché più consapevolezza da parte di molti del valore e dei benefici dello sport sulla nostra forma fisica e mentale. Questo in un orizzonte temporale più ampio, quando si spera che la situazione torni alla normalità. Ovviamente nel breve e medio termine ci saranno alcune attività sportive che saranno più penalizzate. Pensiamo in particolare agli sport di squadra e di contatto, nonché a tutti quelli solitamente praticati da più persone in ambienti chiusi, come le palestre. Altri invece saranno praticabili più facilmente.

Fortunatamente per voi, per noi e per i milioni di praticanti e appassionati, tra questi ci sono il running, la bici, per certi versi anche il nuoto e tutte le attività all’aria aperta e in montagna. Certo, occorrerà per un po’ seguire alcune buone norme di sicurezza, evitare uscite di gruppo come quelle “pre-crisi” e una buona dose di buonsenso.

 

Cosa il coronavirus ci ha tolto e cosa ci avrà lasciato quando sarà un ricordo?

Ci ha tolto la spensieratezza di una corsa o una pedalata in compagnia, la gioia di un abbraccio, la libertà di viaggiare (anche) per sport. Ci avrà lasciato momenti inaspettati e felici dedicati alla nostra famiglia e a noi stessi. La riscoperta della lettura e di nuove passioni. Una maggior consapevolezza di quanto conti per l’essere umano la condivisione, la socialità, lo sport condiviso. Aspetti che in periodi “normali” diamo spesso per scontati e non sempre apprezziamo per il loro insostituibile valore. Spero ci lascerà anche – è giusto ricordarlo – la gratitudine per tutte le persone che sono state in prima linea in questa fase difficile: medici, infermieri e tutte le professioni che non si sono interrotte per garantire servizi vitali e indispensabili.

 

Quali sport potrebbero vivere un nuovo boom?

Il fenomeno dell’indoor training è stato per molte persone una bella scoperta e ritengo che – almeno in alcuni suoi aspetti –  rimarrà come una buona abitudine e alternativa, portando nel lungo termine dei benefici al settore fitness. Sul fronte degli altri sport, proprio il running, la bicicletta e tutto il mondo delle attività outdoor potrebbero vivere una nuova primavera e registrare crescite importanti.

 

Cosa succederà per gli eventi di massa?

Questo sarà uno dei temi più sensibili e delicati, senz’altro nelle prossime settimane e mesi. La speranza di tutti gli sportivi sarebbe quella di tornare il prima possibile a condividere liberamente e senza pensieri, insieme a centinaio o migliaia di partecipanti, quei bellissimi momenti prima, durante e dopo la gara. Scandendo insieme il countdown sotto l’arco della partenza, incoraggiandosi l’uno con l’altro durante la corsa o ai ristori, rifocillandosi all’arrivo con al collo la medaglia. Scene che – realisticamente – non vedremo ancora per un po’. Per le gare e le manifestazioni più allargate la “fase due” sarà più lunga, complicata e transitoria. Ma l’auspicio è che sia solo una sospensione temporanea. Che magari ci faccia pregustare con ancor più impazienza e voglia le prossime edizioni. Anche perché è davvero difficile e triste pensare allo sport senza i grandi eventi.

 

Vi aspettate un cambio di stile di vita nello sport nelle nuove generazioni o comunque nel post pandemia?

Senza dubbio, almeno per tutto il 2020, le persone in tutto il mondo avranno per scelta o per necessità uno stile di vita diverso da quello precedente. Più prudente, riservato e attento. Questo potrebbe anche portare dei benefici. Come una maggior sensibilità verso valori quali il rispetto delle persone e dell’ambiente. La sostenibilità continuerà a essere uno dei focus più importanti e imprescindibili. Quanto questo impatterà sulle nuove generazioni è difficile dirlo e conterà molto anche l’effettiva durata di questa emergenza. Ma è probabile che il cambiamento riguarderà tutti, a prescindere dall’età. Impattando non solo sulla vita quotidiana, ma anche nella pratica dell’attività sportiva. Ci piace pensare, comunque, che proprio lo sport possa rivestire un ruolo fondamentale nella crescita delle nuove generazioni. Con un effetto rigenerante, liberatorio, quasi apotropaico (ossia in grado di allontanare gli influssi negativi, ndr). Perdonate la “parolaccia” ma esprimeva bene il concetto. E, in fondo, ricordiamoci che da ogni grande crisi possono nascere anche delle grandi opportunità.

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